Come effettuare una ristrutturazione aziendale di successo

La ristrutturazione aziendale si rivela un processo cruciale quando una società si trova ad affrontare difficoltà finanziarie o produttive. Questa trasformazione strategica cerca di colmare le lacune finanziarie, creare nuovi asset proprietari o gestire cambiamenti strutturali.

Ci sono principalmente tre tipi di ristrutturazione: il cambiamento di identità o gestione, la bancarotta e le fusioni o acquisizioni. Gli strumenti giuridici per la ristrutturazione sono descritti nella Legge Fallimentare e nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

L’Accordo di Ristrutturazione permette ai business in crisi di cercare la validazione di un accordo di ristrutturazione del debito con i creditori. In alcuni casi, il licenziamento dei dipendenti può avvenire a causa di cambi organizzativi seguendo criteri protetti dalle leggi sulla libertà di iniziativa economica.

Durante un periodo di crisi aziendale, le convenzioni di moratoria previste dal Codice della Crisi d’Impresa consentono un rinvio temporaneo delle scadenze creditizie.

L’emergenza Covid-19 ha reso necessaria la riorganizzazione delle imprese per adattarsi e innovare; sono state introdotte misure speciali come l’estensione dei fondi di garanzia salariale (Cassa Integrazione).

L’obiettivo finale della ristrutturazione aziendale è realizzare risparmi sui costi, migliorare l’efficienza, posizionarsi per una sostenibilità a lungo termine, migliorare la capacità di rimborso del debito e potenzialmente aumentare la redditività.

Scopriremo insieme come far rivivere il successo nella tua impresa.

Che cos’è la ristrutturazione di un’azienda e quando è necessaria

La ristrutturazione di un’azienda è necessaria quando ci sono squilibri legati alla produttività, alla situazione finanziaria e agli indicatori economici. La crisi aziendale può portare a conseguenze come la cassa integrazione ordinaria, straordinaria o legata alla pandemia.

Analisi delle cause di una crisi aziendale

Scoprire le origini di una crisi aziendale è fondamentale per pianificare una ristrutturazione efficace. Spesso, i problemi nascono da squilibri nella produttività o disavanzi finanziari che impediscono all’azienda di rimanere competitiva sul mercato.

Gli imprenditori devono esaminare i bilanci d’esercizio, i conti economici e lo stato patrimoniale per individuare le aree critiche che necessitano di intervento immediato. Una gestione del personale scadente, investimenti errati o una cattiva gestione dei flussi di cassa possono aggravare la situazione portando alla crisi d’impresa.

Affrontare tempestivamente la crisi è vitale per evitare il fallimento e le sue gravi conseguenze come licenziamenti collettivi o individuali, liquidazione giudiziale o coatta amministrativa.

Identificare gli indicatori economici problematici permette alle aziende di attuare piani di risanamento con l’obiettivo di incrementare l’efficienza operativa e garantire il rimborso del debito.

Consultare esperti in legislazione fallimentare, consulenti aziendali e avvocati specializzati può contribuire a delineare una strategia efficace che preveda accordi di ristrutturazione o procedure concorsuali come il concordato preventivo.

Squilibri legati alla produttività

Gli squilibri nella produttività di un’azienda possono minare seriamente il suo rendimento. Una causa comune è la carenza di una visione strategica chiara che guidi le operazioni interne.

Questo si traduce spesso in perdite economiche e clienti insoddisfatti. Inoltre, processi inefficaci impediscono la realizzazione dei prodotti in tempo e con la qualità richiesta, portando a uno spreco di risorse e a una riduzione della competitività sul mercato.

Per contrastare questi squilibri, è fondamentale identificare le debolezze nell’organizzazione produttiva. A seguito di ciò, occorre implementare cambiamenti mirati che possono passare dalla ristrutturazione dei processi esistenti all’introduzione di tecnologie innovative.

Un intervento efficace aiuta a rafforzare i punti deboli e a trasformare l’inefficienza in opportunità di crescita. Aumentare la produttività significa anche creare un ambiente lavorativo dinamico e motivante per i dipendenti, spingendoli verso obiettivi aziendali chiari e condivisi.

Ora, esaminiamo da vicino gli squilibri di natura finanziaria.

Squilibri di natura finanziaria

Gli squilibri finanziari possono mettere a repentaglio la stabilità di un’azienda, costringendo gli imprenditori a prendere decisioni rapide e incisive. Carenze di liquidità e problemi nel flusso di cassa devono essere affrontati con priorità per evitare il rischio di insolvenza.

Una gestione attenta del capitale circolante e un’analisi accurata del bilancio d’esercizio possono aiutare le imprese a rilevare queste criticità.

Un monitoraggio costante dei crediti e delle passività è essenziale per mantenere l’equilibrio finanziario. Le scritture contabili giocano un ruolo cruciale in questo processo, permettendo agli imprenditori e ai consulenti di formulare strategie basate su dati concreti.

Adottare misure correttive tempestive può salvaguardare la salute economica dell’azienda e assicurare un percorso di crescita sostenibile.

Indicatori economici

Dopo aver affrontato gli squilibri di natura finanziaria, è fondamentale analizzare gli indicatori economici per una completa valutazione dello stato di salute di un’azienda. Questi segnali aiutano a capire se la ristrutturazione può portare benefici come il risparmio sui costi e migliorare l’efficienza gestionale.

Bilancio d’esercizio, conto economico e cash flow sono strumenti chiave che rivelano entrate, uscite e la capacità di generare profitto. Un’imprenditore attento li esamina per identificare tempestivamente i problemi e intraprendere azioni correttive.

Indicatori come il ritorno sull’investimento (ROI) e il margine operativo netto offrono uno sguardo approfondito sulla redditività dell’attività imprenditoriale. Analizzare questi dati permette alla direzione aziendale di prendere decisioni basate su fatti concreti, orchestrando piani di ristrutturazione mirati al risanamento.

Monitorando la performance economica, le organizzazioni possono reagire velocemente ai cambiamenti del mercato, mantenendo o migliorando il loro posizionamento competitivo.

Conseguenze della crisi aziendale

Il licenziamento collettivo e la cassa integrazione sono alcune delle conseguenze della crisi aziendale. Per saperne di più, continua a leggere il nostro blog.

Cassa integrazione ordinaria

La Cassa integrazione ordinaria (CIGO) rappresenta un supporto cruciale per le aziende che devono sospendere o ridurre l’attività lavorativa dei dipendenti. Questo ammortizzatore sociale fornisce un sostegno finanziario ai lavoratori coinvolti, consentendo loro di ricevere una retribuzione parziale per il periodo in cui sono sospesi o subiscono una riduzione dell’orario di lavoro.

La CIGO è erogata fino a un massimo di 13 settimane di modo continuativo, ma può essere prorogata fino a un massimo complessivo di 52 settimane. Questo strumento è determinante nel fornire una rete di sicurezza per i dipendenti e le aziende durante periodi di crisi economica o ristrutturazione aziendale.

Durante la ristrutturazione aziendale, la CIGO può svolgere un ruolo decisivo nel mitigare l’impatto sulle risorse umane, consentendo alle imprese di adattarsi alle nuove esigenze del mercato senza dover ricorrere a licenziamenti immediati.

Cassa integrazione straordinaria 

La cassa integrazione straordinaria è un meccanismo di ammortizzatore sociale che interviene in situazioni di crisi aziendale, consentendo alle imprese di ridurre o sospendere temporaneamente l’attività produttiva, evitando così i licenziamenti.

Questo strumento è previsto dalla legge e viene attivato in seguito a specifiche condizioni, come la presenza di una crisi aziendale o il superamento di determinati limiti temporali.

La cassa integrazione straordinaria fornisce un sostegno economico ai lavoratori che subiscono una riduzione temporanea o sospensione dell’attività lavorativa, contribuendo a preservare i livelli occupazionali e a mitigare gli impatti della crisi sul mercato del lavoro.

Cassa integrazione Covid-19

Inoltre, la cassa integrazione Covid-19 fornisce un’indennità sostitutiva della retribuzione in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Questa misura è stata implementata per fornire un sostegno finanziario ai lavoratori durante la crisi pandemica.

La LEGGE DI BILANCIO 2021 ha introdotto la cassa integrazione anche per i lavoratori autonomi, ampliando così il campo di copertura di questo strumento di sostegno economico.

Come procedere alla ristrutturazione aziendale

Per procedere alla ristrutturazione aziendale, è necessario risolvere l’esposizione debitoria e utilizzare strumenti giuridici appositi. Questo può includere la convenzione di moratoria, il codice delle imprese e piani di riassestamento, accordi di ristrutturazione del debito e concordati preventivi.

Risoluzione dell’esposizione debitoria

Per risolvere l’esposizione debitoria, è essenziale valutare il patrimonio aziendale per ottenere liquidità immediata e far fronte ai debiti. Utilizzare i mezzi legali previsti dalla LEGGE FALLIMENTARE e dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza può consentire all’imprenditore di risanare la propria situazione finanziaria e ricevere protezione da azioni legali esercitate dai creditori.

Questo passo costituisce un punto cruciale nel processo di ristrutturazione aziendale, in quanto permette di affrontare in modo efficace gli aspetti debitori che possono minacciare la continuità dell’attività.

Il riuscire a risolvere l’esposizione debitoria garantisce alla società una maggiore stabilità finanziaria, aprendo quindi la strada per implementare piani di risanamento e procedere con la ristrutturazione aziendale.

Strumenti giuridici per la ristrutturazione aziendale

La ristrutturazione aziendale può essere supportata da strumenti giuridici come la legge fallimentare e il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Questi strumenti offrono soluzioni come la convenzione di moratoria, il piano di riassestamento, l’accordo di ristrutturazione del debito e il concordato preventivo.

Ad esempio, la convenzione di moratoria può essere stipulata dall’imprenditore, anche non commerciale, e offre un periodo di sospensione dei pagamenti per agevolare il recupero dell’azienda.

Inoltre, l’accordo di ristrutturazione del debito permette all’imprenditore in crisi di domandare l’omologazione di un accordo per la ristrutturazione dei debiti, offrendo una possibilità concreta di risoluzione della crisi aziendale.

Piani attestati di risanamento per la ristrutturazione aziendale

– La convenzione di moratoria e il codice delle imprese sono strumenti utilizzati per il piano di riassestamento e la ristrutturazione aziendale.

– Gli accordi di ristrutturazione del debito, il concordato preventivo e altre forme di accordo legale possono essere adottati per la ristrutturazione aziendale.

La convenzione di moratoria 

La convenzione di moratoria, regolata dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, è uno strumento temporaneo che consente di posticipare le scadenze dei crediti e di gestire gli effetti della crisi.

Questa convenzione può essere stipulata dall’imprenditore, anche se non commerciale, o da un imprenditore minore. È importante notare che viene utilizzata per fornire un respiro finanziario temporaneo e per mettere in atto misure atte a superare la crisi aziendale.

Essa offre un’opportunità per l’imprenditore di attuare azioni correttive e di rinegoziare i termini del debito, consentendo così all’azienda di mantenere la propria attività in vita.

La sua efficacia dipende dall’uso oculato e responsabile del respiro finanziario temporaneo e dalla tempestiva attuazione delle misure correttive da parte dell’imprenditore.

Codice delle imprese e Piano di riassestamento

Il Codice delle imprese fornisce linee guida che le aziende devono seguire per la ristrutturazione. Il Piano di riassestamento è un documento dettagliato che illustra le strategie e le azioni necessarie per il risanamento gestionale dell’azienda.

Questo piano, essendo un business plan, deve essere conforme alle normative previste dal Codice delle imprese e deve stabilire obiettivi chiari per garantire la ripresa dell’azienda.

Allo stesso tempo, il piano deve tenere conto dei diversi strumenti giuridici disponibili per la ristrutturazione aziendale, come i piani attestati di risanamento e gli accordi di ristrutturazione dei debiti, al fine di garantire una solida base legale per il processo di riassestamento.

Accordo di ristrutturazione del debito e ristrutturazione aziendale

L’accordo di ristrutturazione del debito offre all’imprenditore in crisi l’opportunità di chiedere l’approvazione di un accordo con i suoi creditori. Questo accordo mira a riprogrammare i debiti dell’azienda, consentendo una gestione più sostenibile dei debiti esistenti.

Per ottenere l’approvazione, l’imprenditore deve presentare un piano di ristrutturazione dettagliato che dimostri la capacità dell’azienda di rimborsare i debiti secondo il nuovo accordo.

Questo strumento offre una via praticabile per le aziende in crisi, consentendo loro di evitare il fallimento e continuare le loro operazioni.

Concordato preventivo e ristrutturazione aziendale

Passando dall’accordo di ristrutturazione del debito, un altro strumento per salvare le imprese in crisi è il concordato preventivo. Questo accordo consente all’impresa di negoziare con i creditori per ottenere nuovi termini di pagamento e ridurre il debito.

È un modo per evitare il fallimento e permette all’attività d’impresa di continuare senza l’intervento diretto dell’autorità giudiziaria. Gli accordi di concordato preventivo devono essere approvati da una maggioranza dei creditori e sono soggetti a un piano di risanamento che stabilisce le misure necessarie per rilanciare l’azienda.

Il concordato preventivo offre ai creditori la possibilità di evitare una liquidazione coatta amministrativa e aiutare l’impresa a riprendersi economicamente. Questo strumento, se correttamente applicato, può offrire una seconda possibilità all’azienda in difficoltà rendendo possibile il recupero economico senza necessariamente arrivare al fallimento.

Licenziamento per riorganizzazione aziendale: cosa dice la legge in merito

La legge italiana disciplina il licenziamento per riorganizzazione aziendale attraverso il concetto di giustificato motivo oggettivo, scopri di più leggendo l’articolo completo.

I criteri di scelta nel licenziamento per riorganizzazione aziendale

Nel licenziamento per riorganizzazione aziendale, vengono considerati criteri oggettivi come le competenze e l’esperienza dei dipendenti.

  1. Le capacità e l’adattabilità del dipendente alle nuove mansioni.
  2. L’efficienza e la produttività del lavoratore all’interno dell’azienda.
  3. La disponibilità ad accettare un possibile ridimensionamento delle mansioni.
  4. L’impegno del lavoratore nel cogliere nuove opportunità di apprendimento.

Fallimento, Fusioni e acquisizioni

Il fallimento, le fusioni e le acquisizioni sono opzioni cruciali da considerare durante la ristrutturazione aziendale. Il fallimento può risultare in una liquidazione coatta amministrativa, mentre le fusioni consentono a due o più società di unirsi per costituire una nuova realtà imprenditoriale, offrendo sinergie e riducendo i costi.

Le acquisizioni, invece, permettono a un’azienda di acquistare un’altra impresa per diversificare il proprio business o espandere la propria presenza sul mercato. Durante l’emergenza Covid-19, molte imprese hanno esaminato queste opzioni come parte della ristrutturazione, affrontando delle decisioni cruciali per garantire la sopravvivenza a lungo termine del loro business.

Vantaggi e svantaggi di una ristrutturazione aziendale

La ristrutturazione aziendale offre opportunità di miglioramento ma presenta anche delle sfide. Di seguito, un confronto tra vantaggi e svantaggi espresso in forma di tabella.

VantaggiSvantaggi
Incremento dei profitti grazie all’efficienza operativa ottimizzata.Calo del morale dei dipendenti a seguito dei cambiamenti.
Miglioramento della strategia aziendale.Possibile confusione tra i clienti durante il periodo di transizione.
Estensione della vita lavorativa dell’azienda.Interruzione dei flussi di cassa durante il processo di ristrutturazione.
Accordi finanziari più vantaggiosi.Costi iniziali per la consulenza e l’implementazione della ristrutturazione.
Sviluppo di una nuova identità aziendale.Rischio di licenziamenti o cambiamenti gestionali che possono destabilizzare.

Le aziende cercano di riorganizzarsi per crescere e innovare per il futuro, ma devono anche gestire le complessità legate al cambiamento.

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